Il faro

Mi faccio largo tra gli scogli, raggiungo la sabbia, ora l’acqua è più bassa, tocco bene, la testa e il torace oltre la superficie. Sollevo la maschera, guardo la piccola insenatura davanti a me. Sei distesa, sonnecchi, la schiena dorata al sole, indossi solo lo slip nero. I capelli ambrati svolazzano nella brezza leggera.
Poco oltre osservo il nostro paradiso. Un’isoletta pianeggiante, poco più grande di un campo di calcio, la vegetazione bassa e solo alcuni pini a fare ombra su una radura.
Sulla cima di un piccolo promontorio il faro bianco e una casa quadrata, bianca e le finestre azzurre. La nostra casa. Il portico verso la spiaggia e un gatto appallottolato su un muretto. Poco più in là il molo di cemento e la barchetta di legno. Solo una cima la tiene legata alla riva.
Nell’insenatura tra le rocce, la spiaggia, la sabbia fina e bianca che contrasta con l’azzurro del mare. Hai sentito il mio arrivo, ti sollevi pigramente, ti volti, sorridi, sorrido. “Be? Cosa hai preso?” “Per cena ti va un po’ di polpo?” “Che novità!!!”, esclami ridendo. Poso il retino con preda e barattolo sulla spiaggia e mi volto verso il mare. “Scegli un colore” “Quel blu più intenso, dove nel fondale c’è la posidonia, dove si nascondono pesci e tesori perduti” “Ti va un tuffo insieme?” “Andiamo!”

[Fonte fotografia]