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Tornerà il mare

Torneremo a camminare sulla spiaggia
le nostre ombre lunghe si staglieranno
sul bagnasciuga scivoleranno via i vestiti
nudi ci tufferemo nelle acque calde
di questo mare che accoglierà
i nostri corpi uniti in uno solo

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Aspetto

Aspetto
L’odore del mare
Il colore della ginestra
Il tuo profumo
Gelsomino in fiore
I baci morbidi
Sulla tua pelle
Rosa che non sfiorisce
Salata al sole
Distesa sulla barca
Sorridi controluce
Una mano tra le onde
Dei capelli arruffati
Aspetto

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Capelli color del mare

Occhi luminosi
capelli color del mare
cedi a me
rifuggi i pensieri
nei miei abbracci
trovi serenità
assorbo il tuo profumo
sincronizzo il respiro
mio con il tuo.

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Perché il mare?

“Perché ti piace il mare?”

“Il mare ti acquieta,
Il mare ti rasserena
Il mare ti sprona
Il mare ti ascolta
E ti sa parlare.
Il mare ti accoglie sempre
Calmo o in tempesta
Il mare non giudica.”

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Attimi, silenzi

I lori sguardi erano parole d’amore
Che non era necessario dicessero
Si capivano senza parlare
Pronunciavano poche sillabe
Poi lasciavano fare ai loro corpi
Uniti in uno solo

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Petite mort

Stretta tra le mie braccia
Il tuo capo sul mio petto
Rapidi respiri che rallentano
Socchiudi gli occhi stanchi
Mi guardi, ti osservo,
Nascondi il volto,
Ti sorrido, cerco le tue labbra
Ti lasci andare, serena

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Nuda e cruda

Nuda, al sole di settembre,
Cruda, diretta, schietta,
Ti osservo distesa sulla spiaggia,
Gli occhi piccoli, socchiusi per la troppa luce,
La pelle ambrata, punteggiata di stelle,
Sollevi il capo, mi osservi,
un punto interrogativo si disegna sul tuo volto,
sorrido, sorridi,
“Ci tuffiamo?”
“Si”

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Ti bacerò, ancora

Ed era bella, bella davvero,
Mi bastava guardarle il viso per acquietarmi, rasserenarmi, essere felice.
Mentre parlava, osservavo le curve che disegnavano le sue labbra, linee sinuose del volto, ipnotizzato non desideravo altro che baciarle. E così fu

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Luce di settembre

Un tavolino azzurro, all’ombra di un olivo, la risacca pigra del mare, color del vino, olive nere e tzatziki, un goccio di ouzo.
I tuoi occhi sereni, nella luce di settembre.

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(Im)perfetto

L’imperfetto, che nome strano per un tempo verbale. Eppure è il tempo dei giochi dei bambini, e dei sogni. E non ha fine. Come l’amore.