Aurelio

Era una mattina di pioggia battente quando nacque. Ancora non aveva nome, ma l’aspetto era quello di un Re.
Con lui arrivò il sole, e il nome, Aurelio, da Valle Aurelia.

Pomeriggio di settembre

L’aria fresca di fine settembre si fa largo tra le tende di cotone bianco che ondeggiano pigre, la città è lontana, soffusi i suoi rumori, assenti gli odori.
Solo un sax suona lentamente interrompendo la quiete del primo pomeriggio.
Le lenzuola profumano di te, mi assopisco pensandoti, desiderandoti al mio fianco, sognando le tue risate, contemplando i tuoi silenzi, e quegli occhi grandi.

Inquieto mar

Quando il mare è mosso non è solo perché il vento lo scompiglia, ma anche per l’azione delle correnti marine e delle maree e perché così gli va. Quel senso di inquietudine che pervade nei marinai quando all’orizzonte scrutano il temporale è ciò che prova anche il mare, che sembra ribollire sotto le chiglie delle navi.
Un ribollire interno, che non si perepisce all’esterno, un’inquietudine costante che pochi sanno scorgere, anche se in cielo ancora risplende il sole.

L’isola è una donna

L’isola è una donna che dorme quieta tra le pieghe di lenzuola azzurre.
L’isola è una donna che aspetta impaziente il tuo ritorno a casa.
L’isola è una donna che ti accoglie tra i suoi seni grandi e ti protegge.
L’isola è una donna che ti dà tutto e non chiede nulla, se non te.
L’isola è una donna che si cela dietro un velo di nebbia ogni mattina.
E ti osserva con mille occhi colorati che risplendono al sole e fertile è la sua terra.

Lacrime di mare

Un giorno tornerò a baciare le tue labbra morbide.

E sapranno di sale, non lacrime, ma acqua di mare.

Levante

Il cielo è così limpido che si vede Ischia e la terraferma. Il vento è così forte che sembra portarti via, strappa le piante aggrappate alle parracine e nasconde il calore del sole.
Nessuna barca in acqua, nessun turista in spiaggia, come anime sperdute si aggirano per il corso, alla ricerca di un tavolino nei bar affollati. Lupi di mare improvvisati narrano del vento che si è alzato stanotte e di quando si pensa calerà.

La notte dopo San Lorenzo

Stelle che attraversano
Veloci il cielo
Come gocce di pioggia
Scivolano sui vetri
Delle finestre chiuse.

Solo il bagliore
Della luna a metà
Impedisce la visione
Di questo evento
Celeste estivo.

Si è alzato il vento
E con sé il mare
È il Levante notturno
Che si infrange sulle spiagge
E le barche tirate in secca.

Esprimo desideri
Sogno altri momenti
Aspetto che passi la notte
Che cali il vento
Dopo aver spazzato
L’orizzonte e la mente.

L’inizio di un nuovo giorno

Il fragore della risacca sulla spiaggia, un filo di vento che sposta appena le tende entra nella stanza, ancora in penombra.
Il profumo del mare si confonde con il tuo, un brivido ti agita, ti stringi a me, sfioro la tua schiena nuda, il collo, le spalle…
Socchiudo gli occhi e respiro quieto l’inizio di un nuovo giorno.

Ci vorrebbe il mare

Oggi c’è una luce abbagliante e il cielo è (quasi) limpido, l’aria tiepida che ti viene voglia di viaggiare, o andare al mare.
Stamattina nel sonno – vedi il subconscio – ho sognato di svegliarmi in una stanza dalle pareti chiare, inondata dal tepore della luce, lenzuola bianche, che sembrava estate, che sembrava giugno, o settembre…
Ci vorrebbe il mare.