Fiore di cactus

All’angolo di una strada, tra l’asfalto e il cemento, tra le spine cresce profumato e saturo il fiore del cactus.

Lo vedrai aperto nelle prime ore del mattino, con i petali aperti e i pistilli dritti, guarda il sole, lasciandosi abbagliare, non ha bisogno di molta acqua.

Non è strano, non è bizzarro, è forte e robusto, è piccolo e caduco, ha bisogno di protezione, ma con le sue spine ti tiene lontano.

Lo guardo, lo osservo, aspetto qualcosa, non so.

Recensione – Lavennder, di Giacomo Bevilacqua

Dopo Il suono del mondo a memoria, in cui lo spazio di azione era la città (New York), uno spazio “fotografato” e descritto nella duplice dimensione soggettiva/oggettiva, al di là degli stereotipi o forzandoli quando necessario, allo stesso modo in Lavennder (Sergio Bonelli Editore) viene affrontato lo stereotipo dell’isola paradisiaca -deserta- dove la bellezza risiede nell’esasperazione del concetto di insularità. Un luogo isolato da tutto, dove non vi sono leggi, dove si cerca l’avventura facile, senza “nessuno” intorno a disturbare, dove predomina, nuovamente, lo stereotipo delle tre S del marketing turistico (Sea, Sand, Sun).

Contrasti netti, tonalità pastello alternate a tonalità sature, la luce accecante del sole, filtrata dalla vegetazione o dall’acqua cristallina, sono il contorno di una storia, di un sogno che si ripete, di un finale che non c’è. L’isola protagonista, più degli attori in scena, primari, secondari o comparse (e vai a capire chi è chi).

Circa 130 tavole che si ingurgitano velocemente, ma che rimangono sospese a lungo, data la loro densità. Un film che si svolge prima su carta, poi nella testa. I riferimenti a pellicole sono evidenti, alcuni famosi, altri meno. La ragazza sembra averla già vista, forse interpretava un personaggio in A panda piace. Alla terza apparizione (chissà se era presente in Metamorphosis o in Roma città morta? Forse…) sarà d’obbligo un paragone pesante con un maestro del fumetto, che aveva la sua “attrice” protagonista o comparsa in ogni albo.

L’isola -si diceva- collocata in mezzo al mare. Quale mare? Non importa. L’isola c’è solo quando ne abbiamo coscienza. Altrimenti l’isola non c’è.

Immagini tratte da qui.

Scheda

Video

Intervista

Recensione – Fotoquadro Saal Digital

Dopo aver ricevuto e recensito il fotolibro ricevuto da Saal Digital, mi è comparsa la pubblicità anche per recensire il fotoquadro. E così, ho richiesto il buono anche per questo.

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Recensione – Fotolibro Saal Digital

L’altro giorno mi è arrivato a casa il fotolibro che avevo ordinato. O meglio, si tratta di un prodotto test che mi è stato consegnato in omaggio dalla stessa Saal Digital in cambio di una mia recensione. No, non hanno scelto me perché sono bello, ma è un modo per loro per farsi pubblicità e per me per provare un prodotto al quale comunque sono interessato.

Ma andiamo con ordine, ricominciamo dall’inizio. Leggi tutto “Recensione – Fotolibro Saal Digital”

Vive la France? No, ma…

Non riterrò mai la Francia un paese civile finché non avranno imparato ad usare il bidet, a lavarsi (e non improfumarsi), a capire che non tutto il loro cibo è apprezzabile se sa solo di burro.
Detto ciò, dopo quasi 48 ore in questo paese iniziano a girarmi le palle, non tanto per la lingua odiosa o la scarsa igiene. È piuttosto una questione d’invidia. Ieri ho preso il volo Roma Ciampino-Marsiglia. Dall’aeroporto un bus mi ha portato alla stazione e da lì ho preso il treno per Montpellier. Fin qui niente di speciale, se non che l’aeroporto di Ciampino è una trappola e per arrivare da Roma i collegamenti nonsono dei migliori (anche se forse sono quasi più decenti dei collegamenti con Fiumicino). Arrivato a Marsiglia, cartelli molto chiari e leggibili (e bilingue) mi hanno condotto in 4 minuti alla navetta per la stazione. Lì ho fatto il biglietto del treno e della navetta (quest’ultimo gratuito). Alla stazione ho aspettato 15 minuti ed è arrivato il mio treno, un regionale Marsiglia Saint Charles (città) – Montpellier. Le carrozze erano pulite, nuove, climatizzate, con le aree “quiete” (no cellulare e rumori) e le prese di corrente a disposizione per tutti. È un treno che prendono i pendolari.
Arrivato a Montpellier ho trovato un po’ di caos: la stazione è in rifacimento. È a ponte, come la stazione Tiburtina, ma a Roma la metro ti lascia in prossimità del sottopasso che collega tutti i binari e sul ponte non ci vai se non per curiosità. A Montpellier ci devi passare per forza, in arrivo e in partenza.
Montpellier è una piccola città, una ventina di linee bus e 4 linee tram. Questi hanno la corsia preferenziale riservata e servono tutta la città e la periferia.
In centro si va solo a piedi. Solo i commercianti possono entrare solo in alcune ore per il carico/scarico merci.

Me ne torno a Roma, temendo il viaggio in treno, quello da Fiumicino a Nomentana, ovviamente!

Ultimamente il mio computer ha problemi di memoria… o forse io. Non ricordo.

L’abbacchio

La pennica dopo il pranzo di Pasqua.

Il fumetto storico

Può il fumetto essere uno strumento di comunicazione storica?

Non sono il primo – né l’ultimo – a porsi questa domanda e ad analizzare il fumetto non solo come una narrazione per immagini ma come “qualcosa in più”. Sebbene in certi ambiti accademici il fumetto, come altri media (con la “E” di “metro” e non con la “I” di “green”) non sia validato come documento e strumento per la ricerca e l’analisi storica, mentre in alcuni lo è eccome, una vasta letteratura scientifica risponde affermativamente alla domanda posta all’inizio.

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Segnalazione multipla: un blog amico e un concorso

CONCORSO- “A due anni dalla rivoluzione del 25 Gennaio 2011” - editoriaraba

“A due anni dalla rivoluzione del 25 gennaio 2011”. Questo è il titolo del concorso di idee promosso dall’Ambasciata d’Egitto in Italia.
Partecipare è semplice, basta inviare un’idea, un pensiero, un progetto “per contribuire al cambiamento e all’evoluzione del paese Egiziano”. Scade il 4 febbraio e possono partecipare tutti gli studenti delle scuole elementari, medie, superiori e università, compresi ricercatori e studiosi.
Maggiori informazioni possono essere lette qui.

Sono venuto a conoscenza del concorso leggendo il blog Editoriaraba, della mia amica Chiara. “Un blog per raccontare le novità editoriali del mondo arabo!”, questa è la breve ma chiara descrizione del blog (punto esclamativo compreso). Uno degli aspetti interessanti del blog è la segnalazione di eventi editoriali dedicati che si svolgono in Italia e nel mondo, notizie che spesso non sono veicolati altrove… Chiara si occupa anche dell’ufficio stampa dell’associazione culturale Arabismo, di cui è una dei cofondatori.

Buona lettura!